Specializzata in Psicoterapia Relazionale

Psicoterapeuta Emdr II livello

 

Dott.ssa Francesca M. Ibba

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Come nasce la terapia familiare

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A partire dagli anni cinquanta, comincia ad affacciarsi sulla scena della psicoterapia un nuovo approccio o modello terapeutico, che viene generalmente identificato come sistemico-relazionale o familiare, e che ha come obiettivo di fondo quello di fare fronte a patologie come la psicosi e l’anoressia: disturbi che sempre più spesso vedevano fallire i tentativi terapeutici degli approcci individuali più consolidati.

La terapia della famiglia inizia contemporaneamente in diversi luoghi degli Stati Uniti ad opera di una serie di prestigiosi clinici e ricercatori operanti in quel territorio, che nel decennio 1952-1961 daranno vita al nuovo movimento di terapia della famiglia.

Nel dettaglio ecco quali sono gli studiosi grazie ai quali è nato il focus sul sistema famiglia:

  • in Inghilterra: Bowlby
  • a New York: Ackerman
  • a Topeka e Washington: Bowen
  • a Bethesda: Wynne e Singer
  • ad Atlanta: Whitaker
  • alla Wyltwyck School nello stato di New York: Minuchin
  • a Filadelfia: Boszormenyi-Nagy, Framo e Zuk
  • a Yale: Lidz e Fleck
  • a Palo Alto: Bateson, Jackson, Haley, Weakland, Watzlawick, Bell e Satir.

Quando parliamo di modello sistemico, dunque, facciamo riferimento a un approccio composito, che ha una base comune ma sfaccettature differenti a seconda dell’autore che lo ha sviluppato; tant’è vero che, ad esempio, parliamo di terapia strutturale di Minuchin, terapia contestuale di Boszormenyi-Nagy, modello sistemico di Milano della Selvini-Palazzoli, terapia strategica del gruppo di Palo Alto, approccio simbolico-esperienziale di Carl Whitaker, etc.

Ognuno di questi approcci ha delle proprie caratteristiche specifiche ma ciò che li accomuna è la visione della famiglia come sistema complesso di relazioni in cui l’individuo è inserito, a cui partecipa in modo attivo, contribuendo alla sua costituzione e mantenimento e da cui viene allo stesso tempo influenzato in un processo di reciproca interdipendenza, insieme agli altri membri.

Gli sviluppi di questo movimento negli ultimi 35 anni, grazie anche all’incontro con altri paradigmi concettuali, ha valorizzato aspetti rimasti in ombra nelle prime elaborazioni:

  • esplorazione delle storie transgenerazionali
  • distinzione tra storia e narrazione
  • importanza del ciclo vitale
  • rilievo dell’individuo nella sua soggettività
  • esplorazione dei miti e dei mandati familiari
  • terapia come co-evoluzione dei componenti della famiglia e del terapeuta.

 

 

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